di Organizzazione Lucana Ambientalista
centro_olioil doppio annuncio fatto dal Presidente della Regione Basilicata di voler realizzare la “Green Energetic Valley” e successivamente in antitesi “l’Hub energetico” in Basilicata risultano in antitesi se non appartenti alla stessa visione distorta di un Ente Pubblico che sponsorizza una conferenza sullo sviluppo delle fonti fossili e gli interessi economici che lo sostengono… 

Perché una contro-conferenza su “petrolio e ambiente”? Questo spazio online della “contro-conferenza petrolio e ambiente” denuncia gli impatti negativi del petrolio sull’ambiente, sulla salute e sul tessuto economico e sociale della Basilicata, riportando le espressioni, le immagini e le voci che testimoniano una realtà che si vorrebbe invece nascondere e negare, unitamente alle responsabilità delle compagnie petrolifere, il cui scopo prioritario in tutto il mondo è quello di realizzare profitti attraverso lo sfruttamento delle esauribili ed inquinanti fonti fossili.

Utilizza la rete, come strumento a disposizione dei cittadini, per una informazione libera. A distanza di oltre 10 anni, caratterizzati in Val d’Agri e in Basilicata da trivellazioni e attività petrolifere, l’Eni e la Regione Basilicata organizzano a Matera e Viggiano una conferenza che si prefigge l’obiettivo di “identificare e comprendere i processi di funzionamento dell’industria dell’upstream petrolifero e definire gli impatti ambientali e sanitari associati, nonché i sistemi di monitoraggio e controllo dell’ambiente circostante, analizzando gli impatti sociali, politici ed economici, nonché le opportunità di sviluppo economico dei territori coinvolti nell’attività”.

gasdottiQuesta conferenza organizzata dalla Regione Basilicata distorce e mistifica la realtà e segue il doppio annuncio fatto dal Presidente della Regione Basilicata di voler realizzare la “Green Energetic Valley” e successivamente in antitesi “l’Hub energetico” in Basilicata. Posizioni queste che risulterebbero in antitesi se non appartenti alla stessa visione distorta di un Ente Pubblico che sponsorizza una conferenza di parte, ignorando i punti di vista differenti sulla questione. È chiaro per noi l’obiettivo degli organizzatori della conferenza: presentare lo sviluppo delle attività industriali legate agli idrocarburi in una regione dove prevalgono lo spopolamento e la crisi socio-economica, nonostante il petrolio, che – non dobbiamo dimenticare – viene estratto e lavorato da quasi 20 anni in Basilicata, dove, più che economia di territorio ha smosso coscienze sui suoi effetti nocivi e dubbi sulle necessità di estrarlo.

In proposito chiediamo: qual è la visione del futuro della classe dirigente regionale? Qual’è il modello di sviluppo proposto da Copam 2011?

Dalla conferenza lucana su “petrolio e ambiente”, non ce ne vogliano gli organizzatori, emerge una “visione corta” della classi dirigenti ed istituzionali del Paese. Una parte della realtà accademica e del modo scientifico italiano infatti asseconda e si appiattisce su scenari privi di prospettiva, prefigurando un futuro ancora fondato sullo sviluppo delle fonti fossili e sull’energia nucleare, mentre da diversi decenni è assente in Italia una programmazione energetica che in modo interessato oggi viene decentrata sui piani energetici regionali, paragonabili al Far West, dove prevale l’assalto alla diligenza degli incentivi pubblici da parte di piccole e grandi imprese.

Dispiace constatare il ruolo centrale assunto nella conferenza regiionale da Nomisma, che pure in passato ha affrontato i temi portanti dello sviluppo attraverso la cultura e la conoscenza. Fattori questi essenziali per realizzare “piani ambiziosi”, capaci cioè – come scrive Jeremy Rifkin – di aprire a strada alla terza rivoluzione industriale che possa generare crescita economica sostenibile e responsabile, grazie all’unione di un nuovo modello energetico con i modelli di comunicazione condivisi sul web.

Facciamo quindi nostro l’appello lanciato ai leader europei dal professore Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends, per un nuovo movimento che riunisca le associazioni europee delle piccole e medie imprese, delle cooperative e dei consumatori coscienti. Questo movimento é convinto che le tesi promosse da Rifkin possano diventare realtà: produrre in modo decentrato l’energia da fonti rinnovabili e condividerla attraverso un sistema di reti intelligenti locali, svincolate dai monopoli energetici sia grandi (Eni, Enel, Sorgenia…), che piccoli (come quelli che sta creando la Regione Basilicata con i tanti impianti eolici e fotovoltaici sui suoi spazi agricoli).

dio_precettoE’ ora che Prometeo ritorni a donare l’energia (il fuoco), agli umani, ritogliendola ai grandi e piccoli gruppi monopolistici, affinché si abbiano reali possibilità di crescita sociale, dato che, come intuì “colui che riflette prima” (questo l’etimo greco di Prometeo), è il fuoco (l’energia) il reale motore dello sviluppo umano. Però, solo se produzione e consumo di energia abbiano finalmente la possibilità di una gestione orizzontale (produco direttamente l’energia che consumo) e non più verticistica e monopolistica (acquisto energia prodotta da altri). Ieri non c’erano né le leggi né la tecnologia per questa rivoluzione culturale ed economica. Oggi c’è la tecnologia, ma non ci sono ancora le leggi (chissà perché?) affinché il cittadino – sottoforma di famiglia, istituzione e impresa – sia produttore/gestore dell’energia/fuoco che occorre a se stesso e alle sue attività. Senza intermediari costosi e inquinanti.

 

È questa la strada da seguire con azioni immediate e coerenti con questa visione, per sostenere gli imprenditori, i consumatori, i lavoratori, le famiglie e i cittadini verso la transizione dell’economia post-carbone e post petrolio, costruendo i cinque pilastri del ponte ideale che conduce alla terza rivoluzione industriale: energie rinnovabili; autonomia energetica per ogni edificio possibile, ogni impresa, ogni azienda agricola e ogni famiglia; sviluppo della capacità di conservazione dell’idrogeno; adattamento di Internet e delle tecnologie di comunicazione; sviluppo delle connessioni per i trasporti elettrici.

 

 

 

 

 

 

 

dalema_inaugura_il_centro_olio_di_viggiano_abusivoE perciò che crediamo che la conferenza petrolio e ambiente programmata dalla Regione Basilicata appare non solo datata ma davvero molto distante dalle relazioni che legano “prezzo del petrolio, grandi commodities, fame della gente e quello che succede nelle piazze”, queste ultime relegate a meri contenitori di consumatori-sudditi dell’oil system consumistico. Auspichiamo necessaria la rottura della forte subalternità culturale ed economica delle classi dirigenti locali dai grandi interessi delle compagnie petrolifere, per prefigurare il futuro pulito e durevole auspicabile per la Basilicata, piccola regione del pianeta Terra.

                                                                                       *  Ola – Organizzazione Lucana Ambientalista

 

 

 

 

                                                                    Vai alla pagina della contro-conferenza su "Petrolio e Ambiente in Basilicata"