c1bisIl Tratturo RegioMelfi Castellaneta, denominato nelle antiche mappe”Cammino delle Puglie”, lungo circa 142 chilometri, è tra i più importanti tra quelli esistenti nel sud Italia. L’itinerario si sviluppa tra il Piano delle Matine, la Murgia Petrosa, in Puglia, fino all’altopiano di Lavello e al fiume Ofanto, in Irpinia. La Dogana delle Pecore di Foggia disciplinava i pascoli delle “locazioni” e le regole della transumanza (da trans: attraverso e humus, che vuol dire suolo, terreno).

Abbiamo percorso il tracciato descritto dai “Compassatori regii” della Dogana di Foggia. Le mappe da loro tracciate con rudimentali pennini ad inchiostro nero e colorato, consistevano in una raffigurazione geometrica della superficie territoriale misurata, di solito divisa in quadrati, triangoli e trapezi. Lungo i lati o all’interno della cartografia, venivano segnati i dati numerici del “compasso” e, talvolta, l’indicazione della natura del fondo indicata con i termini posta, portata, mezzana, maese (maggese), seminato, ortale, etc (Pasquale Di Cicco, i compassatori della Regia Dogana delle pecore).

I “compassatori” erano invece addetti degli uffici della Dogana, la cui funzione principale, era quella di verificare lo stato dei territori delle poste e dei tracciati dei tratturi, sempre oggetto di appropriazioni indebite da parte dei coltivatori.

piccola11Successivamente i compassatori vennero denominati “Regi Agrimensori”. Il compassatore era accompagnato dal suo aiutante di catena. Scrive sempre Di Stefano: “L’attrezzatura dei compassatori è rudimentale: il compasso, la catena di ferro (non soggetta o a ritirarsi per l’acqua e per l’umido, o ad allungarsi per altri accidenti o artifizi), la bussola, lo squadro agrimensorio sono adoperati per “ridurre in quadro”, cioè per suddividere gli appezzamenti in figure geometriche misurabili; ma se il territorio è «montuoso, spinoso, boscoso, deturpato, ed in altra guisa difficile e malagevole a misurarsi … allora la misura deve farsi per aria, o né men riuscendo, cogli occhi e ad arbitrio». Il risultato di ciascuna misura era una relazione accompagnata da mappe, con areali con contorno e superfici. A partire dalla prima metà del Seicento, le mappe venivano arricchite con elementi topografici. Il “compasso ordinario”  accoglieva l’insieme delle misure effettuate nel “libro del compasso”, “discusso” dalle autorità doganali in sede  giurisdicente con le parti in causa a giugno, e poi, nel Settecento, ad agosto.

Il compenso dei compassatori, fissato dalla Dogana con un tariffario rigoroso che escludeva ulteriori pretese nei confronti di chicchessia, veniva corrisposto dai locati o dai massari di campo che ne avevano richiesto l’intervento in caso di compasso straordinario, e, quando si andava a giudizio, dalla sola parte soccombente. In caso di compasso ordinario, il compenso unitario era minore e veniva ricavato dai proventi delle multe pagate da chi veniva trovato in “disordine”, ossia aveva coltivato in eccesso rispetto alla superficie concessa. Nelle loro mani si concentrava un “potere enorme” tramandato di padre in figlio, spesso asservito ai potenti a danno dei più poveri.

Gli atlanti della Regia Dogana di Foggia furono disegnati dai Regi Compassatori Antonio e Nunzio Michele, Agatangelo Della Croce, Giuseppe Di Falco unitamente alle locazioni della Dogana (nelterritorio di Melfi tra l’Ofanto e l’Olivento, le locazioni Camarda e San Giuliano). Essi mostravano le terre salde (pascolo ovicaprino), i servizi per i pastori e le mezzane (terreni arbustati) con la masseria e gli spazi adibiti per la produzione del formaggio.


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