di Giambattista Mele

centro_oli_di_viggiano2.jpgDopo aver posto la “questione di fiducia”, con 365 voti a favore, 61 contrari e 6 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto legge sulle liberalizzazioni, che così viene convertito in legge, superando anche i dubbi e le ragione frapposte dal Ragioniere Generale dello Stato per la mancanza di copertura finanziaria del decreto

Ecco perchè il Presidente del Consiglio Mario Monti si è detto “molto soddisfatto” ed ecco perchè si è dovuto ricorrere al voto di fiducia, dove PD, PDL ed UDC lo hanno votato. E’ ovvio che le conseguenze di tutto ciò non toccano minimamente queste persone e coloro che le subiranno saranno abbandonate al loro destino per un mero e macabro gioco di soldi.

Con la scusa del governo tecnico, si lascia passare qualunque decisione “scomoda”!

Con l’approvazione del testo viene automaticamente approvato anche l’art. 16 che, come abbiamo avito modo di spiegarvi, contiene le misure per lo “sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche”, al cui interno contiene le regole entro cui effettuare la produzione e lo sviluppo di tali risorse. Ma tant’è! Nessuno si è mai preoccupato di andare a curiosare se tali regole sono mai state rispettate, figuriamoci ora; dopo le brillanti parole del ministro Passera che ha definito troppo farraginose le autorizzazioni per le perforazioni petrolifere!

Beh, qualcuno di voi dirà: ma il ministro quali interessi ha con questo “affare”? Rimane pur sempre un banchiere spericolato ma non sprovveduto, eppur sempre un “tecnico”. Totò avrebbe detto:”ma mi facci il piacere”!!!

Piuttosto,chiediamo a questi eminenti “tecnici” di trovare un modo – il più blando possibile – per accettare questo sotterramento di “morti viventi”.

Attenzione, non è catastrofismo; poichè il pericolo è dietro l’angolo.

Così IL CERCHIO SI E’ CHIUSO!

Come le compagnie avevano previsto, tutto è stato messo a posto; certo un pò di lucani creperanno per le conseguenze di questo “sacrificio”, ma come appunto dice la parola stessa, si immoleranno per la patria, come spesso afferma il Presidente della Regione.

Dunque dimentichiamoci le nostre bellezze naturali, la nostra storia, la nostra agricoltura di qualità con i suoi marchi IGP, i nostri allevamenti zootecnici all’avanguardia (dopo i tanti soldi spesi per questo motivo); facciamo posto alle “attività di più alto valore economico” come sta scritto nella breve relazione di accompagnamento all’art. 16 del decreto, e buttiamo alle ortiche qualche secolo di storia e di lavoro nell’agricoltura che fino a prima dell’arrivo del petrolio avevano fatto il vanto di questa Valle. Infatti, la stessa relazione aggiunge: “rispetto ad altre attività radicate sul territorio, che hanno creato occupazione e che hanno un minore valore economico”. Questa è la considerazione che hanno di noi! ed ilbello è che lo scrivono pure, tanto siamo pochi, sporchi e ignoranti.

Tutto è pronto dunque, tutto è omologato! Ora si riprenderà a blaterare invano, si proporranno un numero infinito di posti di lavoro, una ricchezza diffusa sul territorio; come se questi 15 anni siano trascorsi invano! Sì, invano, aspettando queste stesse cose che ora ci ripropongono; come dice il proverbio: “Errare è umano, ma perseverare è diabolico”.

Tra 10 anni, quando il petrolio avrà compiuto la sua missione di devastazione e di deportazione, non rimarranno che macerie. Non solo quelle di ferro lasciate lì ad arrugginire per chissà quante decine di anni aspettando una bonifica che non verrà mai (gli esempi sono ampiamente sotto i nostri occhi e
Questa è la realtà che stiamo vivendo nel tempo di oggi, una realtà che nemmeno le previsioni più tetre mi avrebbero spinto ad individuare.

Con buona pace di tutti i lucani.