di Pietro Dommarco

pozzo_cerro_falcone_2AAA Robin Hood cercasi disperatamente. Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, pensando di vestire i panni del buon Robin Hood e sbandierando per mare e per monti le tassazioni petrolifere previste dalla Robin Tax, ha presto ricevuto il benservito dai petrolieri

 

 

 

 

…re Riccardo Cuor di Leone tornò dalla guerrae condannò lo Sceriffo di Nottingham, il principe Giovanni e Sir Bissa spaccar sassi e ridurli in polvere, sorvegliati da Tonto e Crucco.A Nottingham e nella Foresta di Sherwooderano finalmente tutti felici: i tempi duri erano passati!(dalla favola di Robin Hood)

 

 …Petrolieri fortemente motivati a non pagare un solo euro in più, di quanto già pagano al Governo italiano attraverso le royalties. Detto fatto. Per tutta risposta dal Decreto Legislativo n. 112 del giugno scorso sono stati cancellati i 15 commi non graditi alla potente lobby. Soldi quelli, necessari a sanare la voragine del deficit dello Stato e che, invece, rendono i petrolieri più ricchi e più potenti di prima.
E mentre lo Sceriffo di Nottingham promette di versare nelle casse dello Stato – in cambio del favore ricevuto da Tremonti – un assegno di 200milioni di euro, quale segno di immensa riconoscenza, l'ENI organizza in pompa magna assieme alla Fondazione Mattei ed al Consorzio AASTER, la kermesse "Sviluppo e Comuni Polvere" chiamando a raccolta nella polvere della provincia del Sud d'Italia, il fior fiore della finanza e del capitalismo italiano. Come per ricordarci – biblicamente – che “…tu sei polvere e alla polvere tornerai”. Per farla breve, una due-giorni durante la quale si sono sprecati slogan e richiami alla "soft economy", alla retorica pseudo-sociologica della "polpa e dell'osso" di Manlio Rossi Doria ed al Sud agricolo del dopoguerra descritto da Danilo Dolci.

sedie_eniNon sono mancate evidenti grossolanità metodologiche che hanno messo a confronto, in modo atemporale ed estraniato, la programmazione voluta e perseguita dai governi post bellici per il Sud, con la situazione attuale in Val d'Agri che, invece, presenta caratteristiche assimilabili ad “operazioni chirurgiche”, tutte tese a realizzare esclusivamente il profitto d'impresa, in una Basilicata disgregata ed afflitta dalla disoccupazione e dall'emigrazione, non certo solo per colpa dell'ENI, nonostante le enormi ricchezze petrolifere siano estratte dal sottosuolo senza alcun controllo e monitoraggio. Un’operazione di marketing con staff e mass media ENI a seguito, sfrontatamente spacciata dal grande gruppo globale come programma di Sviluppo (tanto ci troviamo nel profondo Sud!). E che dire dei “bilanci sociali”? Attraverso la loro stesura si è mirato a dimostrare l'insufficienza programmatoria e di spesa dei "Comuni delle Royalties", a cui le compagnie petrolifere già versano direttamente il 15% del 7% , mentre il restante 40% del 7% viene trasferito alla Regione Basilicata, in virtù del Decreto Legislativo n. 615 del 1996. Percentuali irrisorie ma, in assoluto, somme enormi; addirittura impensabili se raffrontate ai magri bilanci ordinari dei piccoli “comunelli” lucani che nel periodo 2000-2007 hanno incassato ben 45milioni di euro – in gran parte finiti nelle banche-tesorerie comunali di 8 dei 40 comuni appartenenti al bacino delle royalties – a fronte dei 255,4milioni incassati dalla Regione Basilicata. Nel frattempo, mentre si contano gli euro e ci si lecca le ferite, è caduta nel vuoto la ri-contrattazione dell'Accordo di programma ENI–Regione, voluta dal Presidente De Filippo che rischia di restare isolato. 

SAPERE “E’” NON SAPERE

Sulle effettive quantità di petrolio estratto è, invece, top-secret. Nessuno ha mai richiesto al Ministero delle Finanze gli accertamenti circa l'esattezza dei dati trasmessi dalle compagnie petrolifere, ai sensi del comma 13 dell' art. 19 del Decreto Lesiglativo n. 625 del 1996. Salvo poi a constatare che il futuribile "patto dei saperi" basato sulla "cultura del petrolio" – e su quella scientifica – è ancora tutto da costruire, così come il sistema formativo e quello universitario lucano che se nel caso dovessero produrre le professionalità richieste dalle compagnie petrolifere potranno farlo dopo decine di anni, magari solo a giacimento esaurito. Ed ecco allora riproporre le solite centrali elettriche e quelle a biomassa che sfruttano il legno di un Parco Nazionale "Val d'Agri-Foresta di Sherwood" mai nominato dai relatori durante la kermesse, nel quale dovrebbero coesistere trivelle, oleodotti, centri oli e megadiscariche di rifiuti industriali, nonostante i divieti imposti dal Decreto Istitutivo del Parco. 

ALCUNI QUESITI

Ma siano proprio certi che il numero uno dell’Eni, Paolo Scaroni, non stia pensando di racimolare i 200 milioni di euro sottraendoli dalle royalties destinate ai comuni per poi trasferirli nelle mani di Tremonti divenuto, nel frattempo, Sir Biss, fedele consigliere del Principe Giovanni-Berlusconi della favola di Robin Hood? Perchè nella kermesse dei "Comuni polvere" l'ENI non ha inserito il bilancio sociale del Comune di Viggiano? Forse per non alzare "polveroni" sull'assenza di controlli e monitoraggi ambientali (vedi quelli relativi all'Idrogeno solforato sprigionato dal Centro oli e dai pozzi) e sulle estrazioni denunciati con veemenza a Calvello dall'ex onorevole PD Mario Lettieri “defenestrato” – prima che dall'elettorato – dal suo attuale o ex partito? 

Peccato che nei bilanci sociali di Abriola e Calvello, i "sindaci–imprenditori sociali" – così definiti dal blasonato stratega sociologo Aldo Bonomi di AASTER – abbiano dimenticato di indicare come hanno speso le loro royalties. Apprendiamo, ad esempio, che il Comune di Calvello – definito "modello" – abbia incassato direttamente dalle compagnie petrolifere, solo nel 2007, oltre 1 milione di euro (2/3 dall'ENI e 1/3 dalla Shell). Risorse, queste, che il Decreto Legislativo 615/96 vincola ad investimenti per lo sviluppo e l'occupazione. Peccato che non vi sia traccia di ciò nel cosiddetto bilancio sociale. Non importa, tanto c'è chi, vantando grandi esperienza e specializzazione, è disposto a produrre ben pagati progetti di carta per lo sviluppo e l'occupazione.