di Eva Milan

ogmLeggo e sento sempre più persone fare affermazioni in linea con la propaganda globale sugli OGM, secondo cui le colture e gli alimenti geneticamente modificati sarebbero innocui, o che tutt’al più presenterebbero dei “pro” e dei “contro”.

Queste affermazioni mi fanno rabbrividire perché mi pare evidente che la propaganda stia funzionando come non mai su qualcosa di potenzialmente distruttivo, e mi pare sintomo emblematico di un diffuso qualunquismo o quantomeno superficialità sulle possibili conseguenze dell’introduzione degli OGM nell’ambiente e nelle economie locali. Io non sono uno scienziato, non sono un biologo, non sono un agente di spionaggio industriale, non sono neanche un giornalista. Io sono un’abitante di questo pianeta, una cittadina del mondo industrializzato, e il problema della diffusione di elementi geneticamente modificati nell’ambiente e sulla mia tavola mi riguarda in prima persona, perché io sono il consumatore finale, colui che sosterrà o meno la produzione di un dato prodotto e lo consumerà. Questo significa che il dibattito non è affatto di esclusiva competenza dei cosiddetti “esperti”, che nella maggior parte dei casi non sono altro che i PR di una lobby economica o parte politica (e che si stanno anche affrettando a creare autorevoli gruppi “think tank” su Facebook!). In quanto utente finale, ho il diritto-dovere di essere informata, di rendermi resposabile, di divulgare informazione e di oppormi all’imposizione di qualcosa che non ho scelto, di cui non ho bisogno e che in tutta evidenza comporta dei gravi rischi per la salute e per l’ambiente. E dirò di più, diffido di quegli esperti, diffido di quei biologi e scienziati e giornalisti che vogliono venderci per buoni gli OGM, perché l’unico motivo per cui vogliono farlo è che sono al soldo dei produttori del biotech.

ogm2Questa premessa credo sia sufficiente per farmi affermare quel poco che mi basta sapere. E precisamente che le colture geneticamente modificate provocano una serie di effetti gravemente dannosi su tre fronti: l’ecosistema, le economie locali e nazionali, la salute umana (e animale). Un effetto secondario riguarda la disinformazione e la censura che è stata imposta a scienziati indipendenti e giornalisti. Quello che in modo sbalorditivo sfugge a chi afferma che gli ogm siano “innocui” e che abbiano dei “pro” è il fatto che un manipolo di multinazionali del biotech agroalimentare in pochi anni ha conquistato intere economie in via di sviluppo, mettendo in ginocchio fragili economie locali e facendo enormi profitti tramite governi corrotti. Quello che sfugge a queste persone che parlano a vanvera è che tutti gli studi scientifici che non dimostrano la nocività degli ogm sull’ecosistema e sulla salute umana sono stati commissionati da quelle stesse multinazionali del biotech e imposte ai governi tramite lobbysmo e corruzione. Quello che sfugge loro è che varie specie di insetti utili stanno scomparendo con gravi ripercussioni sulla biodiversità. Quello che sfugge ancora di più è che il nostro allontanamento dalla natura ci ha reso completamente insensibili e ignoranti su ciò che regge tutto il sistema della vita sulla terra, l’ecosistema. Aggrappati alle nostre certezze, è inconcepibile che qualcosa di così catastrofico e distruttivo possa mai provocare la fine del nostro mondo tecnologcamente avanzato….

Si potrebbe obiettare facilmente che io stia usando una dialettica demagogica e assolutista. Di certo è che non ho nessun interesse da difendere se non quello in cui credo, nella natura e nell’unicità della vita su questo pianeta. E non ne faccio una questione etica o morale, perché all’ecosistema dell’etica e della morale non gliene frega un tubo.

Tuttavia, risponderei che sono gli OGM ad essere assolutisti, nella loro irreversibilità e imprevedibilità, poiché le loro conseguenze potrebbero essere irreversibili e sfuggire al nostro controllo. Le multinazionali che ci impongono un determinato stile di vita sono assolutiste. L’attentato alle economie locali da parte dei grandi gruppi agroalimentari è assolutista. La miseria in cui sono stati ridotti agricoltori in India e in Sud America è assolutista. Il modo in cui ci viene imposto qualcosa di inutile e dannoso dall’alto, in maniera antidemoctratica e con subdola propaganda, è assolutista. E di conseguenza la presa di posizione per combattere tutto ciò, a mio avviso, non può che essere assolutista.

La Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite svoltasi a Rio De Janeiro nel 1992 ha ratificato il “Principio di Precauzione”, un principio universale ripreso nella legislazione dell’Unione Europea, che lo enuncia nel modo seguente:

ogm-la-monsanto-perde-una-battaglia-in-europa-ogm-monsanto-battaglia-europaIl principio di precauzione può essere invocato quando è necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Esso non può essere utilizzato come pretesto per azioni aventi fini protezionistici. Tale principio viene soprattutto applicato nei casi di pericolo per la salute delle persone. Esso consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi per la salute ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato.”
( http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/consumer_safety/l32042_it.htm )

 

 

 

europa_ogmIn un momento storico in cui gli esseri umani si trovano di fronte sfide mai affrontate prima, questo principio poteva e potrebbe ancora rappresentare la nostra salvezza e quella di molte altre specie (evidentemente escluse dal nostro sistema democratico), in particolar modo riguardo agli ogm e al cambiamento climatico, se solo i profitti di pochi non lo avessero cancellato dalla memoria dei nostri democratici governi nazionali, sovrannazionali e mondiali. Sul tema OGM consiglio la lettura di un libro che ho avuto l’onore di tradurre anni fa, che racconta molto chiaramente gli esiti di studi scientifici che sono stati e continuano ad essere ostacolati e censurati dalle multinazionali biotech e dai governi, “L’inganno a Tavola”, di Jerrey M. Smith, con prefazione di Vandana Shiva.
( http://www.nuovimondi.info/Article552.html )

Sono un’abitante del pianeta Terra, cittadina del mondo industrializzato, e la mia singola opinione, la mia singola conoscenza e cosapevolezza contano poco. Quello che conta certamente è la conoscenza collettiva.

 

* cauntatrice, poetessa e mediattivista