Il selciato visibile in alto è stato cancellato dal cemento (foto in basso) – Settembre 2019

Il 21 e 22 settembre si celebra la Giornata Europea del Patrimonio 2019. Venosa (Basilicata), città e colonia romana, era attraversata dalla Via Appia antica, la “Regina Viarum”.

Nei scorsi giorni all’ingresso NO della cittadina (dalla via Melfi) si è registrato un fatto grave inerente la viabilità antica che le carte storiche ci ricordano essere patrimonio culturale da tutelare.

La strada comunale da Venosa a Melfi (rif. catastale Foglio 47 del Comune di Venosa) tra le località Santa Maria la Scala e Ponticchio, è stata oggetto di un intervento di cementificazione. Questo tratto di strada è per il MiBACT la Via Appia antica (Appia Hub Geo culturale Regina Viarum – Cammino lungo l’antico tracciato romano) http://appia.beniculturali.it/appia/.

Venusia – lo ricordiamo soprattutto a quanti misconoscono la storia della propria città – venne fondata come città romana nel 291 a.C., mentre la costruzione della Via Appia ebbe inizio un secolo prima, nel 391 a.C., individuando la città (* definita splendidae civitatis in una epigrafe incastonata nella facciata della cattedrale) quale snodo viario per il porto di Brindisi.

Il selciato che si poteva apprezzare ancora un mese fa, è stato completamente coperto da una colata di cemento, come mostrano le foto a lato. Seppur esistano margini di incertezza sul tracciato originario della Via Appia (soprattutto in ambito urbano), le cartografie storiche “marcano” questa strada comunale che, a nostro avviso, avrebbe dovuto essere attenzionata dagli organi preposti come itinerario della Regina Viarum per i camminatori, e magari attivare un piano straordinario di tutela della viabilità antica nell’Ager Venusino.

Per intenderci, si sta parlando di un tratto venosino percorso da Paolo Rumiz e dal suo team e, più recentemente, anche da Marino Curnis che abbiamo accolto proprio sul glareato della probabile Appia.

Antonio Bavusi e Vito L’Erario
Il Cammino di Puglia

  • *”…Il duraturo benessere di Venusia giustifica il titolo che nelle iscrizioni essa si attribuisce, titolo che può sembrare pomposo, mentre risponde a una giusta realtà: splendida civitas Venusinorum (CIL, IX 430). L’agg. splendidus viene attribuito di solito alla classe dirigente di una città, anche piccola: cfr. per Avellino CIL, X 1120, 1126 ecc.: splendidissimus ordo Abellinatium. Ma per Venusia è attribuito all’intera cittadinanza, che ha l’orgoglio di partecipare alla vita pubblica, di sentirsi parte attiva d’una situazione economica che tutti insieme cercano di sostenere con indefessa energia. Questo senso di partecipazione collettiva non è poi tanto frequente nella storia dei centri urbani dell’impero: e pertanto va sottolineato come carattere distintivo di Venusia nei secoli seguenti all’età di Augusto”. [Tratto da A.V. Sirago. Venusia al tempo di Augusto. Bollettino Storico della Basilicata, n. 2, 1986]