Perchè Pandosia

E' difficile tentare una analisi della contemporaneità. Pandosia utilizza la chiave dell'ambiente anche se siamo troppo dentro alle cose che accadono per vederlo veramente. Ciò che possiamo fare è segnalare le emozioni e le analisi di ciò che osserviamo.

Il Logo di Pandosia

Il Logo di Pandosia è tratto da una brocca indigena del V sec a.C. rinvenuta a Ripacandida (PZ) raffigurante, la terra, l'uomo che regge la volta celeste in cui sono raffigurati i sette pianeti (Museo Nazionale di Melfi)

Natura

//Natura

Una risposta al qualunquismo transgenico

di Eva Milan

ogmLeggo e sento sempre più persone fare affermazioni in linea con la propaganda globale sugli OGM, secondo cui le colture e gli alimenti geneticamente modificati sarebbero innocui, o che tutt’al più presenterebbero dei “pro” e dei “contro”.

L’inquinamento acustico sottomarino

di Lorenzo Cristofaro

capodoglio_spiaggiatoNel Mar Adriatico è ripresa una intensa attività di ricerca di idrocarburi che potrebbe rappresentare, assieme ai sonar, una delle cause probabili di questo recente spiaggiamento di cetacei che segnala il malessere in cui versa l'ambiente marino. Pandosia ripropone alla lettura il saggio di Lorenzo Cristofaro che delinea alcuni aspetti importanti della problematica...

Basilicata, it’s beautiful!

di Pietro Dommarco

cigniE’ successo che il Presidente di una nota associazione ambientalista lucana, molto vicina agli ambienti istituzionali, durante un’intervista rilasciata ad un noto organo d’informazione regionale, oltre ad averne sparate di grosse mi ha fatto sconquassare dalle risate...

Puglia e Basilicata, oro blu e oro nero

a cura di Pandosia

montecotugnoLe riprese televisive dei canoisti sull’invaso di Monte Cotugno, in agro di Senise (Basilicata – Potenza), sembrano voler celare la grave situazione di crisi idrica nelle vicine province di Taranto, Brindisi e Lecce, dovuta alla carenza di acqua. Ma come mai la domanda d’acqua continua a crescere in Puglia?

I padroni del vapore e il taglio dei boschi

a cura di Pandosia

locomotiva_2Nel "mare magnum" dell’odierna devastazione dei boschi meridionali, la notizia di un censimento dei "boschi vetusti" si presta a diversi commenti, ma anche ad inevitabili ma istruttivi paragoni. I corsi e ricorsi storici ci informano come l'ultima quotizzazione post-unitaria abbia contribuito a distruggere le primigenie foreste dell’Appennino meridionale.

Alberi

di Franco Tassi (per gentile concessione dell'autore)

foglieIn decenni di battaglie naturalistiche, ho cercato di salvare migliaia di alberi ed intere foreste, sfatando l'opinione che il detto "pianta che non fa frutta, tagliala tutta", tipico del contadino toscano, rappresenti la vera saggezza popolare.

Il bosco

a cura di Pandosia

faggetaLe foreste di abete di Piano Iannace e della Valle del Frido, i faggi secolari dei versanti boscosi del Pollino, hanno assistito silenziosi agli eventi storici e sociali, alle imboscate ed agli agguati, alle repressioni ed alle stragi tra briganti e truppe regolari. Sotto la loro ombra, per oltre due secoli e mezzo, studiosi di cose antiche, botanici e letterati, italiani e stranieri, hanno sostato per riempire le pagine dei loro diari, lungo l’itinerario di un viaggio disseminato tra confini naturali ed amministrativi, spesso gravido di minacce e pericoli di ogni sorta.