Matera UNESCO Chair
 Università degli Studi della Basilicata
Paesaggi culturali del Mediterraneo e comunità di saperi


Video prodotto nella prima edizione delle “Weeks of UNESCO Chair” (WUC) che si è tenuta dal 9 al 25 marzo 2017, ed è consistita in un workshop dal titolo “Paesaggi mediterranei come laboratori di sostenibilità e di pace: narrazioni audiovisive della Murgia delle lame e delle gravine”.

PACE  A(R)MATA

E’ il nome del cortometraggio realizzato da Floriana Gruosso, Mariacristina Pizzolla, Serena Masi e Andrè Botelho da Fonseca nell’ambito del WUC 2017 (Weeks of UNESCO CHAIR) Workshop – Project Work UNESCO CHAIR on Mediterranean Cultural Landscapes and Communities of Knowledge “Paesaggi mediterranei come laboratori di sostenibilità e di pace: narrazioni audiovisive della Murgia delle lame e delle gravine – 9/25 marzo 2017 – Cattedra UNESCO, DiCEM (Dipartimento delle Culture Europee del Mediterraneo) e Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi della Basilicata sede di Matera.

Un lavoro audiovisivo che ha raccolto l’esperienza de “Il Cammino di Puglia, il Tratturo Regio Melfi-Castellaneta” che ha visto come location l’Alta Murgia e le sue identità nascoste.

Il viaggio inizia visitando l’ex base missilistica Jupiter di Spinazzola, accompagnati da Giuseppe Saulli, memoria storica e vivente, testimone di una mancata apocalisse nucleare. Giuseppe descrive con dettaglio le installazioni missilistiche e il ricordo della grandiosa manifestazione pacifista di Altamura, proprio per fermare la follia atomica di quegli anni. Incontriamo altri testimoni, agricoltori che ci raccontano come gli “ospiti”, accolti in quelle terre, lasciavano i motori accesi dei missili, in attesa, forse, di un ordine di attacco.

E se il sacrario di quei 22 martiri della II guerra mondiale, dai nomi ignoti, trucidati dall’esercito tedesco in quel lontano settembre 1943, ci ricorda come ogni guerra non può che portare a morte e distruzione o il messaggio di Bertrand Russell, per la marcia della pace di Altamura del 1963 che definisce quelle basi missilistiche strumenti di assassinio totale; il cammino intrapreso – quel giorno – assume connotati di speranza e pace quando incontriamo Giovanni, il pastore rumeno che ci spiega la transumanza delle sue pecore, il suo segno della croce davanti al libro delle preghiere “Carte de rugàciuni”. Un particolare che non sfugge, l’incontro si ripeteva a distanza di tempo, quel tempo che se guardato con gli occhi di un pellegrino sosta ad un particolare, un segnaposto, un marcatore del tempo e della memoria.

Si ringrazia il Prof. Piergiuseppe Pontrandolfi della facoltà di Architettura e la Prof.ssa Angela Colonna della Cattedra UNESCO Università degli Studi della Basilicata – Matera.

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Il Cammino di Puglia di Antonio Bavusi e Vito L’Erario è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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